L'arte dell'apprendimento: i giochi didattici di Mario Vespasiani

Nell’ambito dei giochi educativi, non sono frequenti i progetti che arrivano da una ricerca artistica autentica capaci di trasformarsi in un'esperienza formativa accessibile a tutte le fasce d'età. I percorsi ludici ideati da Mario Vespasiani rappresentano un caso originale nel quale arte, immaginazione e apprendimento convergono in un linguaggio capace di coinvolgere bambini, adulti e anziani raggiungendo i vari livelli di partecipazione, che appartengono a ciascuno di loro.

Senza seguire i classici schemi didattici, Vespasiani ha concepito strumenti che non si limitano a trasmettere nozioni, ma allenano la capacità di osservare, associare idee, creare connessioni e sviluppare una visione più ampia della realtà. Tali invenzioni nascono direttamente dall'opera artistica e ne conservano la forza evocativa, trasformando immagini, simboli e intuizioni creative in occasioni di scoperta e crescita personale.

Questa originale sintesi tra arte visiva e gioco educativo costituisce uno degli aspetti più innovativi del suo lavoro: l'apprendimento non avviene attraverso la semplice memorizzazione, ma mediante la meraviglia, la partecipazione attiva e il piacere della scoperta. Da questa visione sono nati AbeceMario e Univium – L'unione dei quattro regni, due giochi che, pur differenti nelle dinamiche, condividono la stessa ambizione: educare lo sguardo, stimolare il pensiero creativo e favorire una comprensione più profonda delle relazioni che uniscono linguaggio, immagini e mondo; concepiti come esperienze formative che trasformano l'opera artistica in uno strumento di crescita e partecipazione.

AbeceMario – Alfabeto Geografico

AbeceMario nasce nel 2025 da una serie di disegni pubblicati nel libro Diario di Bordo, dove le lettere dell'alfabeto vengono immaginate come vere e proprie mappe geografiche. Le 26 lettere e i 10 numeri assumono così la forma di carte da gioco, creando un originale incontro tra linguaggio, geografia e fantasia. 

L'obiettivo educativo del gioco è duplice:

  • aiutare i bambini nello sviluppo del linguaggio e nella formazione delle prime parole;

  • stimolare attenzione, memoria e rapidità di pensiero anche negli adulti e negli anziani. 

La particolarità di AbeceMario risiede nella sua capacità di trasformare l'alfabeto in un territorio da esplorare. Ogni lettera diventa un'isola immaginaria, invitando il giocatore a collegare segni, immagini e parole attraverso l'immaginazione. In questo modo l'apprendimento della scrittura e della lettura si intreccia con la scoperta e il viaggio simbolico.

Univium – L'unione dei quattro regni

Nel 2026  con Univium – L'unione dei quattro regni, Vespasiani amplia la propria ricerca educativa e artistica. Le carte derivano da sue opere monocromatiche presenti nel libro BUENA VI(s)TA e il gioco si fonda sull'idea che la realtà sia costituita da connessioni piuttosto che da elementi isolati. 

I giocatori sono chiamati a individuare relazioni tra immagini appartenenti a quattro grandi ambiti simbolici:

  1. il Regno Naturale;

  2. il Regno Artificiale;

  3. il Regno Umano;

  4. il Regno Sogno-Magico-Spirituale. 

L'aspetto più innovativo del gioco consiste nello spostare l'attenzione dalla semplice competizione alla capacità di costruire significati condivisi. Non basta trovare una combinazione corretta: occorre dimostrare che le immagini selezionate formano un insieme armonico e convincente. In questo senso Univium esercita il pensiero associativo, la creatività, l'argomentazione e l'ascolto reciproco. 

Lo stesso autore ha parlato del progetto didattico anche come un tentativo di unire arte e terapia, considerando l’espressione artistica uno strumento per incoraggiare il recupero dei vari problemi di salute. Per tale motivo nel 2025 copie del libro BUENA VI(s)TA  sono state donate al Gemelli di Roma, al Murri di Fermo, al Madonna del Soccorso di San Benedetto destinate ai piccoli degenti e nel 2026 insieme al gioco Univium sono state consegnate altre copie alla Fondazione Ospedale Salesi di Ancona per attività rivolte ai bambini in cura.

Il filo conduttore

AbeceMario e Univium rappresentano due tappe di una stessa visione pedagogica. Nel primo caso il gioco aiuta a costruire il linguaggio attraverso immagini che diventano geografie immaginarie; nel secondo insegna a riconoscere le connessioni profonde tra le cose. Entrambi mostrano come l'arte possa uscire dai confini della contemplazione e diventare esperienza attiva, trasformando il giocatore in esploratore, interprete e creatore di significati. 

In questa prospettiva, il gioco artistico non è soltanto un mezzo per imparare, ma una "palestra dello sguardo e del pensiero", capace di educare alla curiosità, alla libertà immaginativa e alla capacità di cogliere relazioni inaspettate tra il mondo delle immagini e quello delle idee.

La visione che genera mondi

Ideare giochi come AbeceMario e Univium fa cogliere nell’artista una particolare capacità di osservare la realtà da prospettive inedite, di riconoscere legami inattesi e di tradurre intuizioni complesse in esperienze accessibili e coinvolgenti.

Con queste invenzioni Mario Vespasiani ha dimostrato ancora una volta, una mente capace di muoversi con naturalezza tra immaginazione, simbolo e struttura, dando vita in questo caso a sistemi coerenti che conservano la libertà dell'invenzione senza rinunciare alla profondità dei contenuti. Le sue creazioni rivelano una rara attitudine a concepire universi autonomi, dotati di regole, significati e possibilità interpretative che continuano a espandersi attraverso il contributo dei giocatori.

Questa capacità di trasformare un'intuizione artistica in un dispositivo culturale vivo e dinamico è il segno di una personalità creativa che non considera l'arte come un punto di arrivo, bensì come un principio generatore, capace di aprire percorsi inattesi e di offrire nuovi strumenti per comprendere il mondo. In tale prospettiva, AbeceMario e Univium appaiono come l'espressione concreta di un pensiero originale, fertile e multidimensionale, nel quale invenzione, conoscenza e immaginazione possono crescere in un territorio comune.